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Jimuel Pacquiao debutta da pro: l’ombra ingombrante di papà Manny

Jimuel Pacquiao, figlio maggiore della leggenda, debutta nel pugilato professionistico in California con l'arduo compito di brillare di luce propria.

Non capita spesso che il debutto professionistico di un pugile senza una carriera amatoriale sfolgorante generi un interesse così vasto da essere presentato come attrazione semi-principale in un evento televisivo. Eppure, questo sabato è il giorno di Jimuel Pacquiao, il maggiore dei cinque figli della leggenda filippina Manny Pacquiao, che affronterà Brendan Lally in un incontro leggero di quattro round.

La serata, che si tiene al Pechanga Resort Casino di Temecula (California), non segna solo la prima prova di Jimuel come professionista, ma anche l’esordio negli Stati Uniti della Manny Pacquiao Promotions, la società di promozione del padre. Manny, il multi-campione mondiale, sarà presente a bordo ring per assistere all’esordio del figlio, che tra l’altro è appena diventato padre per la prima volta, rendendo Manny nonno.

La sfida: brillare di luce propria

Per Jimuel, la vera sfida non sarà solo offrire una buona prestazione contro l’altrettanto debuttante Lally, ma soprattutto scrollarsi di dosso l’etichetta di “figlio di”, che è la ragione principale della sua posizione di rilievo in cartellone. Il pugilato è pieno di storie di figli che hanno seguito le orme dei padri campioni, ma pochi sono riusciti a eguagliare o anche solo avvicinare il successo dei loro celebri genitori.

Il padre, intanto, nonostante i 47 anni che compirà presto, continua a restare nell’ambiente: il suo debutto arriva a pochi mesi dal pareggio contro Mario Barrios dello scorso luglio, che aveva segnato la fine di una pausa di quattro anni, e con un prossimo incontro già in programma per l’inizio del 2026.

I precedenti storici

La storia del pugilato offre pochi esempi di successo per i figli d’arte. Tra le eccezioni più brillanti c’è Laila Ali, figlia di Muhammad Ali, ritiratasi imbattuta dopo aver conquistato il titolo mondiale dei pesi super medi, battendo tra l’altro Jacqui Frazier Lyde, figlia di Joe Frazier.

Meno lineare è stata la carriera di Julio César Chávez Jr., figlio del leggendario messicano Julio César Chávez. Sebbene sia riuscito a conquistare il titolo mondiale dei pesi medi WBC, la sua carriera è stata ostacolata da problemi di dipendenza e sospensioni, non raggiungendo mai la grandezza del padre.

Anche i Patterson (Floyd e il figlio adottivo Tracy Harris Patterson) e i Spinks (Leon e il figlio Cory Spinks) hanno prodotto campioni mondiali, dimostrando che il talento, in rari casi, può essere trasmesso.

Ora, tutti gli occhi sono puntati su Jimuel Pacquiao: il percorso è lungo e l’ombra del padre è immensa, ma il giovane filippino è determinato a forgiare un destino pugilistico che sia solo suo.