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La via tra Parigi e Rio: tutti i campioni che hanno unito PSG e Flamengo

Mentre PSG e Flamengo si sfidano nella finale della Coppa Intercontinentale, ecco la "linea verde-oro" che lega i due giganti del calcio mondiale.
PARIS, FRANCE - APRIL 10: Ronaldinho Gaucho, former Brazilian football player, looks on prior to the UEFA Champions League quarter-final first leg match between Paris Saint-Germain and FC Barcelona at Parc des Princes on April 10, 2024 in Paris, France. (Photo by Quality Sport Images/Getty Images)

Oggi, 16 dicembre 2025, gli occhi del mondo del calcio sono puntati sulla finale della Coppa Intercontinentale, che mette di fronte due potenze calcistiche profondamente legate da una storia di talento: il Paris Saint-Germain e il Flamengo.

Quella che va in scena non è solo una sfida tra club, ma un’occasione per ripercorrere la “Via del Samba”, la rotta atlantica percorsa da una serie di giocatori, tutti brasiliani, che hanno lasciato il segno in entrambe le maglie, dal dirigente carismatico al difensore roccioso.

Leonardo: l’architetto con la maglia

Nessun nome è più intrinsecamente legato a questa doppia identità di Leonardo. Cresciuto nel Flamengo, dove ha mosso i primi passi tra il 1984 e il 1990 vincendo un Campionato e una Coppa, approdò al PSG nel 1996. La sua unica stagione da giocatore a Parigi fu breve ma intensa (46 partite, 10 gol), conclusasi con un secondo posto in Francia e una finale di Coppa delle Coppe persa.

Ma l’impronta più profonda l’ha lasciata da dirigente. Scelto dagli emiri del QSI per lanciare il progetto milionario del PSG nel 2011, Leonardo è stato l’artefice degli arrivi di campioni come Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. Tornato al timone dal 2019 al 2022, ha guidato il club alla sua prima finale di Champions League nel 2020, consacrandosi come l’uomo più attaccato, in ruoli diversi, alla causa parigina.

Ronaldinho: il Genio vola basso a Parigi

Se Leonardo è l’architetto, Ronaldinho è stato il genio. Arrivato al PSG nel 2001, fu la sua rampa di lancio verso l’Europa. In due stagioni, il Gaucho regalò sprazzi di magia pura (25 gol, 19 assist in 77 presenze), ma non sempre trovò la piena armonia con l’ambiente, arrivando a irritare l’allenatore Luis Fernandez per il suo dilettantismo e l’impegno altalenante.

Dopo aver toccato l’apice al Barcellona e aver brillato al Milan, Ronaldinho tornò in patria indossando la maglia del Flamengo tra il 2011 e il 2012. Anche qui, l’esperienza fu tormentata: lasciò il club di Rio per via di ritardi cronici nei pagamenti, confermando un talento immenso ma spesso difficile da gestire.

David Luiz: l’era QSI e la roccia del Maracanã

David Luiz è l’unico campione ad aver legato i due club nell’era moderna, l’unica pedina di scambio sotto la gestione QSI del PSG. Arrivato a Parigi nel 2014, formò una coppia di centrali interamente brasiliana con Thiago Silva, conquistando due quadruple nazionali sotto la guida di Laurent Blanc. Nonostante qualche amnesia difensiva, fu indimenticabile il suo colpo di testa contro l’ex Chelsea in Champions League nel 2015.

Dopo l’esperienza in Europa, il difensore è tornato in Brasile con il Flamengo dal 2021 al 2024. A Rio, ha continuato a mietere successi, aggiungendo al suo palmarès una Copa Libertadores (2022) e due Coppe del Brasile, prima di concludere il suo ciclo con il club a fine 2024.

Passaggi brevi e carriere trasversali

Accanto alle icone, numerosi altri brasiliani hanno lasciato il segno, seppur con esperienze più fugaci:

Vampeta: Un lampo. Sei mesi al PSG nel 2001, più noto per le notti parigine che per le prestazioni (solo 8 presenze). Tornò in Brasile, proprio al Flamengo, per un breve passaggio prima di ritrovare la forma e vincere i Mondiali 2002.

Paulo César: Cinquantasei anni da giocatore (2002-2007) a Parigi, dove vinse una Coppa di Francia. Era arrivato al PSG dopo un breve periodo al Fluminense e una stagione di debutto al Flamengo nel 1996. Oggi, la sua fedeltà al club parigino continua: dal 2020 è tornato come allenatore della squadra femminile.

José Aloisio: Attaccante di Luis Fernandez, ha giocato nel PSG dal 2001 al 2003 all’ombra di Ronaldinho. Nonostante 18 gol in 79 partite, non riuscì a guadagnarsi un posto nella Seleção per i Mondiali 2002. Il suo primo club professionistico fu il Flamengo a metà anni ’90.

Reinaldo: È arrivato al PSG nel 2003 direttamente in cambio del succitato Vampeta. Nonostante la concorrenza spietata in attacco, vinse una Coppa di Francia nel 2004, lasciando il club nel 2005 dopo 78 partite e 15 gol. Il suo esordio in patria avvenne proprio con il Flamengo.

Questa sera, quando PSG e Flamengo scenderanno in campo, non sarà solo una battaglia per il trofeo, ma anche il palcoscenico per un omaggio non detto a questa ricca e complessa storia di talenti brasiliani che hanno dipinto la loro arte tra le luci di Parigi e il calore del Maracanã.