Terremoto Manchester United: esonerato Ruben Amorim dopo soli 14 mesi
La notizia era nell’aria, ma la rapidità dell’epilogo ha scosso il mondo della Premier League: il Manchester United ha esonerato Ruben Amorim. Dopo soli 14 mesi dal suo arrivo trionfale dallo Sporting Lisbona, il tecnico portoghese lascia Old Trafford con un bilancio di 25 vittorie su 63 partite, diventando il manager permanente con la permanenza più breve dai tempi di David Moyes. Fatale è stato il pareggio casalingo contro il Leeds di domenica scorsa, ma a pesare sono state soprattutto le forti tensioni con la dirigenza. Secondo quanto emerso, Amorim avrebbe avuto un duro scontro con il direttore sportivo Jason Wilcox riguardo alle tattiche utilizzate, culminato in dichiarazioni pubbliche polemiche in cui il tecnico si diceva pronto a lasciare il club alla scadenza del contratto.
Darren Fletcher traghettatore e il piano per il futuro
In attesa di nominare un manager ad interim che guidi la squadra fino al termine della stagione, la panchina è stata affidata temporaneamente a Darren Fletcher. L’ex centrocampista scozzese, figura storica del club e già collaboratore tecnico, dirigerà la sfida di mercoledì contro il Burnley. La società, di proprietà di Sir Jim Ratcliffe, ha dichiarato di aver preso questa decisione “con riluttanza”, sottolineando però la necessità di un cambiamento per garantire al club il miglior piazzamento possibile in classifica, dove attualmente occupa il sesto posto. L’idea della proprietà è quella di non affrettare i tempi per la successione definitiva, puntando a individuare un nuovo allenatore di ruolo solo durante la prossima estate.
Un progetto mai decollato: i motivi del fallimento
Nonostante le promesse iniziali di pazienza da parte di Ineos, i segnali di evoluzione tattica sotto la gestione Amorim sono stati giudicati insufficienti. Il tecnico quarantenne era stato pagato circa 11 milioni di euro per liberarsi dal suo precedente incarico, ma il “metodo Amorim” non è mai riuscito a dare un’identità chiara ai Red Devils. Il clima è precipitato definitivamente quando il tecnico ha iniziato a lamentare pubblicamente la mancanza di autonomia sul mercato e sul ruolo di “coach” rispetto a quello di “manager”. Con l’addio di Amorim e di tutto il suo staff, il Manchester United si ritrova ancora una volta a dover ricostruire da zero, confermando le croniche difficoltà nel trovare una stabilità tecnica nel post-Ferguson.