FIFA premia Trump: scatta la polemica sul nuovo Peace Prize
Il sorteggio del Mondiale 2026 ha regalato uno dei momenti più criticati della già turbolenta storia recente della FIFA: Gianni Infantino ha infatti consegnato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il primo “FIFA Peace Prize”, un riconoscimento che mira a celebrare figure che avrebbero contribuito in modo “eccezionale” alla pace globale. L’annuncio, arrivato dopo un inizio di cerimonia in stile show, ha sorprendentemente virato su toni solenni quando il presidente della FIFA ha spiegato l’obiettivo del nuovo premio, attribuendo a Trump “azioni straordinarie per promuovere la pace in tutto il mondo”. L’iniziativa, però, non ha tardato a creare un acceso dibattito: il gesto ha diviso infatti enormemente pubblico e addetti ai lavori tra chi vede un tentativo di ampliare la missione sociale del calcio e chi, invece, considera la scelta discutibile tra motivazioni poco dettagliate e un processo di selezione non trasparente. In altre parole, il partito dei detrattori spinge per la tesi del premio farsa.
Presidente orgoglioso
Nel suo intervento, Trump ha accolto la statuetta con toni enfatici, ringraziando la first lady Melania e rivendicando il proprio ruolo in presunte mediazioni internazionali. “È uno dei più grandi onori della mia vita, abbiamo salvato milioni di vite. Dopo 10 milioni di morti, si stava andando ancora nella stessa direzione tra India e Pakistan. Abbiamo terminato tante altre guerre, anche prima che potessero iniziare. È un onore essere qui con Gianni Infantino, lo conosco da anni e sta facendo un grande lavoro per il football o, come lo chiamiamo qui, soccer“. Parole che certamente faranno discutere ancora a lungo, mentre tra qualche mese partirà un Mondiale storico tra la nuova formula a 48 squadre e i tre Paesi organizzatori.