Spalletti, il ritorno a Reggio Emilia tra fantasmi azzurri e ambizioni bianconere
Il calcio, a volte, sceglie scenari precisi per chiudere cerchi rimasti aperti. Per Luciano Spalletti, tornare al Mapei Stadium – il “Città del Tricolore” – significa riavvolgere il nastro fino a 211 giorni fa. Era il 9 giugno quando, in un’atmosfera surreale, il tecnico viveva la sua ultima notte da Commissario Tecnico dell’Italia. Un addio amaro, consumatosi dopo una vittoria sofferta contro la Moldavia, segnato dalle lacrime della figlia Matilde e da una ferita profonda: quella di non essere riuscito a “entrare nella testa” dei suoi giocatori durante la spedizione azzurra. “Mi sono versato l’olio bollente addosso da solo”, avrebbe confessato mesi dopo, sintetizzando il dolore per un sogno nazionale sgretolatosi troppo in fretta.
La rinascita bianconera e il patto con la Juve
Oggi Spalletti torna in quello stesso stadio con una veste nuova, quella di allenatore della Juventus. Se n’era andato da Coverciano da signore, rinunciando a contratti e stipendi, ed è tornato in sella grazie alla chiamata di Chiellini e Comolli. In questi primi due mesi a Torino, Spalletti ha dimostrato la sua natura di “aziendalista di lusso”: ha accettato una sfida di otto mesi senza pretese sul mercato, puntando tutto sull’empatia con il gruppo e sulla valorizzazione del materiale a disposizione. La sua Juve è oggi una squadra solida, capace di lottare per la zona Champions e di riflettere l’ossessione del suo tecnico per la vittoria come unico farmaco per curare le delusioni del passato.
Il Mapei dei ricordi: dallo Scudetto alla sfida odierna
Entrare al Città del Tricolore per Spalletti non evoca però solo fantasmi. Quello stadio è anche il luogo dove, il 17 febbraio 2023, celebrò la sua millesima panchina in carriera con il Napoli dei miracoli. Erano i giorni in cui Kvara e Osimhen trascinavano gli azzurri verso uno scudetto storico, e Luciano dedicava video social alla “rincorsa feroce” dei suoi ragazzi. Stasera, il destino gli offre l’occasione di sovrascrivere l’ultimo brutto ricordo nazionale con una nuova gioia bianconera. In una Reggio Emilia che si preannuncia gremita, Spalletti cerca il lieto fine definitivo, dimostrando che un incidente di percorso non può cancellare trent’anni di eccellenza in panchina.